Chirurgia Urologica e Andrologica

Interventi Chirurgici

Il Prof. Damiano esegue interventi urologici e andrologici con le tecniche più avanzate, inclusa la chirurgia robotica con sistema Da Vinci® e la chirurgia laparoscopica 3D. Clicca su ogni intervento per approfondire la procedura.

Chirurgia Robotica · Sistema Da Vinci®
Interventi mininvasivi ad alta precisione
Oncologia Prostatica
Prostatectomia Radicale Robotica (RALP)
La procedura

La Prostatectomia Radicale Robot-Assistita (RALP) è l'intervento di riferimento per il trattamento del tumore della prostata localizzato. Prevede la rimozione completa della prostata e delle vescicole seminali attraverso 4–5 piccole incisioni addominali, con l'ausilio del sistema robotico Da Vinci®.

Il chirurgo opera da una consolle avanzata che trasmette i movimenti delle mani ai bracci robotici con precisione millimetrica, visione tridimensionale 10x ingrandita e filtraggio del tremore. Questo permette una dissezione raffinata dei tessuti, fondamentale per preservare i fasci neurovascolari responsabili della continenza e della funzione erettile.

Nerve sparing: il Prof. Damiano esegue la tecnica di risparmio nervoso (nerve sparing) quando oncologicamente sicura, con l'obiettivo di preservare la potenza sessuale e accelerare il recupero della continenza urinaria.

Vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale
Incisioni minime (4–5 piccoli accessi) Minima perdita di sangue Degenza ridotta (2–3 giorni) Recupero più rapido Minore dolore post-operatorio Visione 3D magnificata 10x Maggiore precisione nella dissezione
Indicazioni principali
  • Tumore della prostata localizzato (cT1–cT2)
  • Tumore localmente avanzato selezionato (cT3)
  • Aspettativa di vita superiore a 10 anni
  • Decisione condivisa con il paziente dopo staging completo (PSA, biopsia, RMN)
Oncologia Renale
Tumorectomia / Nefrectomia Robotica (RAPN–RARN)
La procedura

La chirurgia robotica del rene comprende due interventi distinti in base all'estensione del tumore. La Nefrectomia Parziale Robotica (RAPN) asporta selettivamente la massa tumorale conservando il massimo parenchima renale sano — la cosiddetta tecnica "nephron-sparing". La Nefrectomia Radicale Robotica (RARN) è indicata quando le dimensioni o la sede del tumore non consentono la chirurgia conservativa e prevede la rimozione dell'intero rene.

Entrambi gli approcci sono eseguiti con piccole incisioni, grazie al braccio articolato del robot Da Vinci® che supera i limiti della laparoscopia tradizionale negli spazi retroperitoneali profondi.

Il Prof. Damiano privilegia la RAPN ogniqualvolta sia oncologicamente possibile, riducendo il rischio di insufficienza renale cronica a lungo termine rispetto alla nefrectomia totale.

Vantaggi chiave
Conservazione del rene (RAPN) Minima perdita di sangue Degenza 2–3 giorni Recupero rapido Ridotto rischio d'insufficienza renale
Indicazioni principali
  • Neoplasie renali ≤7 cm (RAPN preferita)
  • Masse renali a sede sfavorevole valutate caso per caso
  • Neoplasie renali >7 cm o multifocali (RARN)
  • Tumori con invasione del surrene o trombo venoso (RARN)
Chirurgia Laparoscopica 3D · Approccio Mininvasivo
Precisione laparoscopica con visione tridimensionale
Oncologia Prostatica · Laparoscopia 3D
Prostatectomia Radicale Laparoscopica (LRP)
La procedura

La Prostatectomia Radicale Laparoscopica (LRP) è l'intervento mininvasivo per il trattamento del tumore della prostata localizzato eseguito attraverso 4–5 piccoli accessi addominali (trocar) senza apertura chirurgica tradizionale. Con il sistema laparoscopico 3D, il chirurgo dispone di una visione tridimensionale ad alta definizione della loggia prostatica, che consente una dissezione precisa e controllata dei tessuti periprostatici.

L'intervento prevede la rimozione completa della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali con legatura e sezione dei peduncoli vascolari, svuotamento linfatico pelvico ove indicato e ricostruzione dell'anastomosi uretrovescicale. La tecnica laparoscopica 3D, grazie all'esperienza maturata dal Prof. Damiano (Diploma EITS-IRCAD, Strasburgo), garantisce risultati oncologici sovrapponibili alla chirurgia aperta con tutti i benefici dell'approccio mininvasivo.

Nerve sparing laparoscopico: la visione 3D magnificata consente la dissezione selettiva dei fasci neurovascolari con qualità paragonabile all'approccio robotico, con l'obiettivo di preservare continenza urinaria e funzione erettile nel rispetto dei margini oncologici.

Vantaggi rispetto alla chirurgia aperta
Nessuna grande incisione addominale Minima perdita di sangue Degenza ridotta (2–3 giorni) Minore dolore post-operatorio Visione 3D ad alta definizione Ripresa precoce delle attività Risultati oncologici equivalenti
Indicazioni principali
  • Tumore della prostata localizzato (cT1–cT2)
  • Tumore localmente avanzato selezionato (cT3a)
  • Aspettativa di vita superiore a 10 anni
  • Paziente idoneo all'anestesia generale con pneumoperitoneo
  • Indicata dopo staging completo (PSA, biopsia, RMN multiparametrica)
Oncologia Renale · Laparoscopia 3D
Tumorectomia / Nefrectomia Laparoscopica (LPN–LRN)
La procedura

La chirurgia laparoscopica 3D del rene comprende due interventi distinti in base all'estensione e alla sede del tumore renale. La Nefrectomia Parziale Laparoscopica (LPN) asporta la sola massa tumorale preservando il parenchima renale sano secondo il principio nephron-sparing. La Nefrectomia Radicale Laparoscopica (LRN) rimuove l'intero rene ed è indicata quando la morfologia o le dimensioni del tumore non consentono un approccio conservativo.

Entrambi gli interventi vengono eseguiti con 3–4 piccoli accessi addominali (trocar), in approccio transperitoneale o retroperitoneale in base alla sede della lesione e alle caratteristiche del paziente. La visione laparoscopica 3D ad alta definizione consente la precisa identificazione dei vasi renali, l'ischemia selettiva durante la resezione parziale e una dissezione accurata nel piano anatomico corretto.

Ischemia calda controllata nella LPN: la gestione precisa del clampaggio dell'arteria renale e la sutura del difetto parenchimale sono fasi critiche che il Prof. Damiano conduce con tecnica affinata dalla formazione laparoscopica avanzata (EITS-IRCAD), minimizzando il danno ischemico al rene residuo.

Vantaggi chiave
Risparmio del rene (LPN) Nessuna incisione lombare tradizionale Minima perdita di sangue Degenza 2–4 giorni Recupero rapido Visione 3D ad alta definizione Ridotto rischio insufficienza renale
Indicazioni principali
  • Neoplasie renali ≤7 cm in sede favorevole (LPN preferita)
  • Tumore su rene unico o bilaterale (LPN imperativa)
  • Insufficienza renale cronica preesistente (LPN imperativa)
  • Neoplasie renali >7 cm, multifocali o con invasione del seno (LRN)
  • Tumori con trombo venoso limitato (LRN)
  • Massa renale non resecabile parzialmente per sede o complessità (LRN)
Endoscopia Urologica · Approccio Transuretrale
Chirurgia mininvasiva senza incisioni esterne
Oncologia Vescicale
Resezione Endoscopica di Tumore della Vescica (TURV)
La procedura

La Resezione Trans-Uretrale della Vescica (TURV) è l'intervento standard per il trattamento e la diagnosi istologica dei tumori vescicali superficiali. Si esegue in anestesia spinale o generale, introducendo un resettoscopio attraverso l'uretra — senza alcuna incisione esterna.

Il chirurgo asporta la lesione con un'ansa elettrica e ne campiona la base muscolare per determinare il grado di infiltrazione. Il materiale viene inviato all'esame istologico. Nei casi di tumore non infiltrante, la TURV è spesso terapeutica oltre che diagnostica e può essere ripetuta (re-TURV) per verificare la radicalità dell'escissione.

Caratteristiche dell'intervento
  • Nessuna incisione esterna — accesso transuretrale
  • Anestesia spinale o generale
  • Degenza breve (1–2 giorni)
  • Possibilità di instillazione endovescicale profilattica post-operatoria (Mitomicina C o BCG)
  • Follow-up cistoscopico programmato a 3 mesi
Indicazioni
  • Tumori vescicali superficiali (Ta, T1)
  • Carcinoma in situ (Tis)
  • Staging di tumori vescicali di nuova diagnosi
  • Recidive vesicali in sorveglianza
Patologia Prostatica Benigna
Resezione Transuretrale della Prostata (TURP)
La procedura

La Resezione Trans-Uretrale della Prostata (TURP) è da decenni il trattamento chirurgico di riferimento per l'Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) sintomatica. Si esegue introducendo un resettoscopio attraverso l'uretra e asportando con un'ansa diatermia il tessuto prostatico che ostruisce il deflusso urinario.

La TURP non richiede incisioni esterne ed è indicata per prostate fino a circa 80 grammi di peso. Migliora significativamente i sintomi urinari (flusso, sensazione di svuotamento, nicturia) con un profilo di efficacia e sicurezza ben documentato da decenni di utilizzo clinico.

Caratteristiche dell'intervento
  • Accesso transuretrale, senza incisioni
  • Anestesia spinale o generale
  • Degenza 2–4 giorni con catetere vescicale
  • Indicata per prostate fino a ~80 g
  • Materiale resecato disponibile per esame istologico
Indicazioni principali
  • IPB sintomatica non responsiva alla terapia medica
  • Ritenzione urinaria acuta o cronica da ostruzione prostatica
  • Idronefrosi bilaterale da ostruzione
  • Calcolosi vescicale secondaria ad IPB
Patologia Prostatica Benigna · Laser
Enucleazione Laser dell'Adenoma Prostatico (HoLEP)
La procedura

La HoLEP (Holmium Laser Enucleation of the Prostate) è la tecnica endoscopica più avanzata per il trattamento dell'Ipertrofia Prostatica Benigna. A differenza della TURP — che reseca il tessuto — la HoLEP enuclea l'intero adenoma dalla sua capsula prostatica utilizzando la precisione del laser ad Holmio, quindi lo frammenta con un morcellatore e lo rimuove.

È la tecnica di scelta per prostate di qualsiasi dimensione, comprese quelle voluminose (oltre 80–100 g e fino a 300 g) che con la TURP richiederebbero un intervento "a cielo aperto". Il laser garantisce un'emostasi eccellente e un rischio di sanguinamento nettamente inferiore.

Vantaggio chiave: a differenza di altre tecniche laser che vaporizzano il tessuto, la HoLEP lo asporta integralmente, consentendo l'esame istologico del materiale — e permettendo l'identificazione di eventuali neoplasie occulte intracapsulari.

Vantaggi rispetto alla TURP
Indicata per prostate di qualsiasi volume Minimo rischio di sanguinamento Catetere solo 24–48 ore Degenza ridottissima Sicura in pazienti anticoagulati Tasso di reintervento molto basso Esame istologico possibile
Indicazioni principali
  • IPB sintomatica con prostata >80 g (prima scelta)
  • IPB in pazienti in terapia anticoagulante o antiaggregante
  • Ritenzione urinaria cronica da IPB
  • Recidive dopo precedente TURP
Andrologia Chirurgica
Trattamento delle patologie maschili
Andrologia · Fertilità
Varicocelectomia per Varicocele
La procedura

La varicocelectomia è l'intervento chirurgico per il trattamento del varicocele — la dilatazione varicosa delle vene spermatiche che aumenta la temperatura testicolare compromettendo la spermatogenesi. L'intervento lega selettivamente le vene dilatate preservando l'arteria testicolare e i vasi linfatici.

La tecnica microchirurgica subinguinale è considerata oggi il gold standard: eseguita con microscopio operatore, garantisce la massima identificazione e preservazione delle strutture vascolari, con il tasso più basso di recidiva e idrocele post-operatorio.

Caratteristiche e indicazioni
  • Tecnica microchirurgica subinguinale (gold standard)
  • Day surgery o breve ricovero (1 giorno)
  • Ripresa lavorativa in 2–5 giorni
  • Miglioramento dei parametri spermatici nel 60–80% dei casi
  • Varicocele clinico (grado II–III) con alterazione spermatica
  • Dolore scrotale cronico da varicocele
  • Ipotrofia testicolare nel paziente giovane
Andrologia
Circoncisione per Fimosi
La procedura

La circoncisione è l'intervento chirurgico risolutivo per la fimosi — il restringimento del prepuzio che impedisce o limita la retrazione sul glande. Si esegue in anestesia locale o loco-regionale in regime di day surgery e prevede la rimozione del prepuzio con sutura accurata dei margini cutanei.

Nei casi in cui sia presente solo un frenulo breve (senza vera fimosi), può essere indicata la plastica del frenulo, intervento più conservativo. La scelta della tecnica più appropriata viene definita durante la visita specialistica.

Caratteristiche e indicazioni
  • Day surgery — anestesia locale o spinale
  • Durata dell'intervento 20–30 minuti
  • Guarigione in 3–4 settimane
  • Fimosi che provoca dolore o difficoltà sessuali
  • Infezioni genitali ricorrenti (balaniti) da fimosi
  • Fimosi con rischio di parafimosi
  • Frenulo breve sintomatico
Andrologia · Scroto
Eversione della Tonaca Vaginale per Idrocele
La procedura

L'intervento per idrocele mira a eliminare definitivamente l'accumulo di liquido sieroso tra i foglietti della tonaca vaginale del testicolo che causa gonfiore scrotale. La tecnica più diffusa è l'eversione della tonaca vaginale (tecnica di Lord o di Jaboulay): la sacca sierosa viene aperta, svuotata e rivolata su se stessa attorno al testicolo, impedendo la riformazione del liquido.

L'intervento si esegue in day surgery con anestesia spinale o locale. È definitivo e sicuro, con un tasso di recidiva molto basso rispetto alle procedure di aspirazione percutanea.

Caratteristiche e indicazioni
  • Day surgery — anestesia spinale o locale
  • Intervento definitivo (basso tasso di recidiva)
  • Ripresa delle attività normali in 1–2 settimane
  • Idrocele voluminoso o fastidioso
  • Idrocele acquisito nell'adulto
  • Fallimento della semplice aspirazione percutanea
Andrologia · Pene
Corporoplastica di Raddrizzamento per Incurvamento Penieno
La procedura

La corporoplastica di raddrizzamento è l'intervento chirurgico indicato per correggere l'incurvamento penieno — sia congenito che acquisito (Malattia di La Peyronie in fase stabile). L'obiettivo è ripristinare un asse penieno soddisfacente che consenta una vita sessuale normale.

Le tecniche disponibili si dividono in plicatura (Nesbit modificata e varianti): accorciamento selettivo del lato più lungo tramite punti di plicatura sulla tonaca albuginea. Si preferisce nei casi con curvatura moderata e buona lunghezza peniena di base. Nei casi con deformità complessa o perdita di lunghezza significativa si possono impiegare tecniche incisionali con innesto (grafting).

Timing: l'intervento si esegue solo in fase stabile della malattia di La Peyronie (almeno 6–12 mesi senza progressione della curvatura e senza dolore durante l'erezione).

Indicazioni principali
  • Incurvamento penieno congenito (curvatura >20–30°)
  • Malattia di La Peyronie in fase stabile
  • Curvatura che rende difficile o impossibile il rapporto sessuale
  • Buona funzione erettile residua
Caratteristiche
  • Ricovero breve (1–2 giorni)
  • Astensione dai rapporti sessuali per 6–8 settimane
  • Tasso di soddisfazione elevato nelle casistiche selezionate
Andrologia · Disfunzione Erettile
Impianto di Protesi Peniene per Disfunzione Erettile
La procedura

L'impianto di protesi peniene è l'intervento risolutivo per la disfunzione erettile grave non responsiva alla terapia farmacologica (PDE5-inibitori, prostaglandine). Prevede il posizionamento di dispositivi all'interno dei corpi cavernosi del pene, che ripristinano la capacità erettile in modo meccanico e affidabile.

Il gold standard è la protesi idraulica tricomponente (pompetta scrotale, cilindri intracavernosi, serbatoio pelvico): consente erezioni naturali su richiesta con elevata soddisfazione del paziente (>90% nelle grandi casistiche). Esistono anche protesi semirigide malleabili, più semplici ma meno discrete.

Candidati ideali: pazienti con disfunzione erettile organica severa (post-prostatectomia, diabete avanzato, malattia vascolare) che non rispondono alle terapie di primo e secondo livello, dopo accurata valutazione psicologica di coppia.

Tipi di protesi
  • Protesi idraulica tricomponente — massima naturalezza, erezione su richiesta, preferita nella maggioranza dei casi
  • Protesi bicomponente — senza serbatoio separato, indicata in caso di chirurgie pelviche precedenti
  • Protesi semirigida malleabile — maggiore semplicità e robustezza, minor discrezione
Caratteristiche e indicazioni
  • Ricovero 2–3 giorni
  • Ripresa dei rapporti sessuali dopo 4–6 settimane
  • DE refrattaria ai farmaci orali (PDE5i)
  • DE post-prostatectomia radicale
  • Fibrosi dei corpi cavernosi
  • Malattia di La Peyronie con DE associata

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